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Nell’Antica Roma, 15 Agosto: Feste di Nemoralia, il Festival delle Torce

15 / agosto / 2018

Il 15 di agosto, Ferragosto, è per i cristiani cattolici il giorno dell’Assunzione della Vergine Maria.Tra Genzano ed Ariccia, in Via Diana, sui Colli da cui discesero a Roma tante genti e si compirono tanti fatti storici e mitici della Città Eterna, i fedeli, riuniti in processione, salgono dal Lago di Nemisino al centro di Genzano.Quella, che ad un primo sguardo, può sembrare come una canonica e rigorosa usanza cristiana, è in realtà un rito molto più antico! Se infatti, con la fantasia storica, “asportiamo” il rito cristiano e vediamo gente pagana compiere nello stesso giorno, lo stesso tragitto, troviamo le tracce di un’eredità che risale addirittura a prima dell’Impero Romano, ai tempi in cui Roma non era altro che una piccola città e Albalonga, su questi vulcanici Colli Albani, dominava la potente Lega Latina.

È la storia di Nemoralia, o Festival Delle Torce, e del Culto di Diana Nemorense.

Una storia difficile da raccontare, perché si tratta di un fiume in piena, fatto di numerosissimi eventi che si susseguono in concomitanza.

Nei “Fasti” di Ovidio troviamo una prima descrizione di Nemoralia:

“[..]Nella Valle di Ariccia, c’è un lago circondato da scure foreste ritenuto sacro da un culto sin dalla notte dei tempi. Lungo un muro sono appesi molti pezzi di filo intrecciati e molte tavolette sono poste come dono alla Dea. Spesso donne a cui Diana ha risposto alle preghiere, con una corona di fiori sulla testa camminano verso Roma portando una torcia accesa[..]”.

E Ovidio che è nato nel 43 a.C., utilizza il termine: “sin dalla notte dei tempi”!

Secondo Plutarco parte del rituale era lavarsi i capelli con le acque del lago e agghindarsi con fiori sui vestiti.

Le classiche offerte alla Dea includevano messaggi scritti su fiocchi legati ad altari o alberi, piccole statuine di terracotta o di pane raffiguranti parti del corpo che necessitavano di cure, oppure piccole immagini di madri con figli, o ancora piccole statue di raffiguranti cervi ma anche danze e canzoni erano ben accette.

In alternativa, nei secoli successivi all’ellenizzazione, si offriva aglio alla dea Hecate, che era associata a Diana/Artemide in quanto divinità lunare: Ecate luna calante, Diana luna crescente, Selene luna piena.

Facciamo ancora un salto indietro, nel 170 a.C. Catone Il Vecchio (l’onorato censore di Tusculum) ci fa sapere che la fondazione del Tempio di Diana -Templum Dianae- sull’Aventino, voluto dal Re Servo Tullio per accentrare il potere politico, religioso e culturale a Roma, risaliva al VI secolo a.C.

Lo stesso Catone ci fa sapere che le celebrazioni della Dea avvengono nelle Idi di agosto, successivamente rinominate “Feriae Augusti” dall’Imperatore Ottaviano nel 18 a.C. da cui il termine odierno ferragosto, ovvero la Festa dell’Assunzione!

 

Quindi già duemilacinquecento anni fa, ad agosto, lunghe processioni di torce e lampade ad olio, si snodavano sulle le rive dell’oscuro Speculum Dianae -antico nome del lago di Nemi- dove le luci tenute in mano dai fedeli scintillavano riflesse sul pelo dell’acqua mescolandosi alla luce della luna. Anche le barche venivano dotate di lumi simili a quelli utilizzati dalle vergini vestali.

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