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AMBULATORIO MOBILE AFMAL “OASI DELLA SALUTE”

02 / novembre / 2018

Giunto ormai al IV anno di attività, il progetto A.F.Ma.L. (Associazione con i Fatebenfratelli per i Malati Lontani) “L’Oasi della Salute” è diventato ormai una realtà solida e conosciuta sul territorio dei Castelli Romani. L’iniziativa, frutto della collaborazione tra A.F.Ma.L., Unitalsi e Caritas diocesana, è nata per fornire assistenza sanitaria gratuita mediante un ambulatorio mobile a persone italiane e straniere in condizioni di necessità. Specialisti medici e personale socio-sanitario sisono recati un pomeriggio a settimana in numerose parrocchie dei Castelli Romani quali: Spirito Santo ad Aprilia, Santi Anna e Gioacchino a Lavinio, San Pietro in Formis a Campoverde, Santa Maria della Stella ad Albano Laziale, Sant’Eugenio a Pavona, San Barnaba a Marino, Santuario di S. Maria a Galloro. Da febbraio 2017 si è aggiunta anche con frequenza bimensile la Parrocchia di San Filippo Apostolo a Roma, via di Grottarossa. Ogni utente ha usufruito sempre di una visita specialistica e di eventuali accertamenti strumentali (ECG, EEG, esami ematochimici) per un totale di 469 pazienti registrati (165 M; 304 F). Ha contribuito alla riuscita del progetto l’estrema variabilità delle branche specialistiche offerte: Medicina interna, Cardiologia, Dermatologia, Fisiatria, Geriatria, Malattie Infettive, Neuropsichiatria, Pediatria, Podologia. Analizzando la provenienza dei pazienti di questa annata di attività abbiamo riscontrato un particolare che ci ha molto colpito e ha fornito interessanti spunti di riflessione. Tra i 29 paesi di provenienza di queste persone infatti, oltre all’aspettata e consueta presenza delle regioni balcaniche e del Nordafrica,spicca un elevatissima presenza di cittadini italiani.La motivazione addotta da queste persone è stata principalmente la grave difficoltà economica/sociale che non consentiva il pagamento di eventuali ticket previsti per le prestazionisanitarie richieste presso servizi pubblici. In misura minore sono stati riportati i tempi di attesa eccessivi o comunque non congrui con la gravità percepita delle condizioni cliniche e le difficoltà nel muoversi tra le lungaggini burocratiche del nostro Sistema Sanitario Nazionale. Di Alberto Bertucci

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